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Scheda Statistica primo trimestre 2017
Studio
Scheda Statistica aggiornamento giugno 2017
Nel primo trimestre del 2017, secondo i dati del World Gold Council, la domanda mondiale di gioielleria in oro ha registrato un lieve incremento in quantità. La crescita è stata tuttavia modesta, condizionata anche dalla ripresa dei prezzi dell’oro, e limitata ad alcuni paesi, lasciando i livelli inferiori rispetto alla media storica.
 
In questo contesto, il settore orafo italiano ha registrato una crescita delle esportazioni in valore (+10,4%), con una ripresa significativa a Hong Kong (+23,1%), negli Stati Uniti (+31,4%), in Francia (+45,4%) ed in Turchia (+27,5%). In calo, invece, i valori venduti negli Emirati Arabi Uniti (-14,1%) e nel Regno Unito (-16,5%). La Svizzera, principale destinazione delle esportazioni italiane, evidenzia invece una sostanziale stabilità (-0,2%). Tra i territori, spicca il dato della provincia di Alessandria (distretto di Valenza Po), che ha registrato un incremento del 24,7%, con un forte sviluppo degli invii verso la Francia. Meno brillanti ma comunque in positivo le esportazioni di Arezzo (+4,9%) e Vicenza (+2,9%).
 
Sottolinea Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo -  “Lo scenario internazionale del 2017 è sicuramente migliore rispetto al deludente 2016: non mancheranno, pertanto, per le imprese italiane dell’oreficeria le opportunità di crescita sui mercati esteri. Il contesto continuerà però ad essere caratterizzato da rischi, in particolare di natura politica: gli elevati livelli di incertezza, peraltro, dovrebbero continuare a sostenere le quotazioni dei preziosi”.
 
Gabriele Aprea, Presidente del Club degli Orafi Italia, accoglie i dati con cauto ottimismo. “Sebbene il valore raggiunto dalle esportazioni della gioielleria italiana nel primo trimestre 2017 sia più rassicurante, il mercato mondiale sta vivendo una grande trasformazione. Dati diramati a maggio dall’ agenzia Bloomberg indicano un significativo calo di fatturato da parte di alcuni dei gruppi più grandi a livello internazionale,operanti nel settore della gioielleria classica. Al tempo stesso gruppi emergenti operanti nel campo della gioielleria entry-price in argento e/o metalli non preziosi, che appena 10 anni orsono apparivano di
scarsissima rilevanza, hanno raggiunto dimensioni importanti in breve tempo, e continuano tuttora a crescere a ritmi significativi.

 
I cambiamenti socio economico culturali in veloce evoluzione devono essere tempestivamente interpretati al fine di agganciare i consumatori più giovani e avvicinarli al mondo del gioiello, adeguando sia il prodotto, che le modalità di vendita e di comunicazione, al loro universo di valori. Su tali premesse, appare evidente che le strategie delle aziende orafe dovranno essere sempre più guidate dal marketing che dal mero gusto del “bello e ben fatto”. Le aziende della filiera, caratterizzate da una dimensione media molto ridotta (circa 25.000 per un totale di 75mila addetti, con una media di appena 3 addetti per azienda) devono crescere almeno fino alla soglia necessaria per potersi strutturare in modo tale potersi assicurare le vitali attività di pianificazione, esecuzione e controllo.
 
Il Club degli Orafi Italia è in prima linea con un ambizioso progetto formativo imprenditoriale e manageriale, anche di svecchiamento culturale, a sostegno delle piccole e medie imprese del gioiello per avviare percorsi di crescita e/o di aggregazione di imprese. Negli ultimi anni diverse imprese orafe italiane sono passate in mani straniere. E’ ora di rimboccarsi le maniche e farsi valere.