IT | EN
Follow us Facebook Twitter Pinterest
Scheda Statistica primo semestre 2018
Studio
Scheda Statistica aggiornamento settembre 2018
Nel primo semestre 2018, secondo i dati ISTAT, la produzione ed il fatturato del settore dell’oreficeria e bigiotteria sono rimasti in crescita, rispettivamente del 9,3% e del 5,9%, dopo gli ottimi ritmi registrati nel 2017. 
Le esportazioni, invece, stanno vistosamente rallentando: la crescita dell’export è passata dal +12% medio del 2017, al +3,7% del primo trimestre 2018, al calo dell’8,1% del secondo trimestre. Nella media dei primi sei mesi dell’anno, le vendite estere sono calate in valore del 2,7% per l’aggregato che include anche la bigiotteria e del 2,9% per i gioielli in metalli preziosi. Le esportazioni di gioielleria e bigiotteria italiane sono rimaste in territorio positivo verso la Svizzera (+8,8%), ma sono calate verso tutti gli altri principali sbocchi: Emirati Arabi Uniti (-14,8%), Hong Kong (-8,8%), Stati Uniti (-6,2%) e Francia (-19,4%), paese protagonista del boomdel 2017, anche in seguito all’apertura dello stabilimento Bulgari a Valenza Po. L’export del distretto alessandrino, con i dati del secondo trimestre, mostra un fisiologico assestamento degli elevati livelli raggiunti ed è entrato in territorio negativo (-4,1% per l’intero semestre). In calo anche Vicenza (-3,3%), mentre Arezzo registra una sostanziale stabilità dei valori venduti (+0,2%).
 
Secondo Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - “Il quadro che emerge dalle informazioni del primo semestre evidenzia una chiara tendenza al rallentamento, in parte fisiologica dopo l’exploitdel 2017. Il calo dei valori esportati, tra l’altro, riflette anche un effetto prezzo (con le quotazioni dei preziosi in ripiegamento): l’export in quantità è cresciuto in modo significativo (+21% per i gioielli in preziosi nei primi sei mesi). Al netto delle minacce create dall’ondata protezionistica, le prospettive per la domanda mondiale di gioielli rimangono positive e potrebbero beneficiare del calo del prezzo dell’oro”.
 
Gabriele Aprea, Presidente del Club degli Orafi Italia, osserva: “Nonostante un fisiologico rallentamento, quanto emerge da queste rilevazioni conferma l’importanza della produzione d’eccellenza made in Italy, riconosciuta in tutto il mondo come fiore all’occhiello del genio creativo e manifatturiero del Bel Paese. Data la tendenza, ormai consolidata, di crescita delle vendite della gioielleria firmata a discapito di quella unbranded, la nostra raccomandazione è di continuare a valorizzare la qualità della produzione italiana, in modo da poter essere sempre più fornitori privilegiati delle principali marche mondiali.
Al tempo stesso, visto che i maggiori utili sono generati nella fase distributiva della filiera e non nella produzione, credo che sia auspicabile la nascita di nuovi brand di proprietà e gestione tutta italiana.
Creare una marca resta un elemento fondamentale per la salvaguardia del Made in Italy ed è per questo che il Club degli Orafi, con i suoi ambiziosi progetti formativi e informativi, promozionali e culturali, di networking e di studio, cerca di orientare le imprese in questo senso, fungendo da volano e stimolo per la competitività”.