IT | EN
Follow us Facebook Twitter Pinterest
Ultimo Aggiornamento - Scheda Statistica anno 2016
Studio
Scheda Statistica aggiornamento aprile 2017
I dati ISTAT relativi alla produzione (-1,9%) e alle esportazioni, sia in valore (-4,6%) che in quantità (-1,8% per i soli gioielli in metalli preziosi) confermano le difficoltà del settore orafo nel 2016, in corrispondenza con un calo importante della domanda mondiale di gioielli in oro, in particolare da parte dei due grandi acquirenti (Cina e India).
 
Nel 2016, secondo i dati elaborati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le esportazioni italiane di gioielleria e bigiotteria hanno perso circa 300 milioni di euro rispetto al 2015, con cali diffusi a quasi tutti i mercati di sbocco e con una nuova contrazione importante verso gli Emirati Arabi Uniti (-15%, pari a 160 milioni di euro in meno), paese di “entrata” per il resto del Medio Oriente e l’India. Negative anche le esportazioni verso Svizzera e Francia (-6,7% e -10,6%), paesi dove sono spesso spediti i gioielli Made in Italy commissionati dalle grandi maison di moda (successivamente destinate ad altri mercati di sbocco finali) e verso Hong Kong (-9,1%). Secondo le statistiche sul fatturato (indagine ISTAT campionaria rivolta alle imprese con più di 20 addetti)  il settore gioielleria e bigiotteria  avrebbe, invece, chiuso il 2016 in crescita del 9,3%, grazie a risultati brillanti sia sul mercato interno (+6,7%) che su quelli esteri (+10,7%), dato in contraddizione con le informazioni sui flussi di export, che sottolinea le difficoltà di monitorare un settore altamente frammentato come quello orafo.
 
“Per il settore orafo, al pari che per l’intero Made in Italy – sottolinea Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - i risultati 2016 sono stati condizionati da una domanda mondiale non favorevole, in particolare nella prima parte dell’anno. Lo scenario internazionale si è mostrato in miglioramento nel corso dell’anno e le attese per il 2017 sono di moderata accelerazione del PIL mondiale: le esportazioni di gioielleria e bigiotteria dell’ultimo trimestre dello scorso anno hanno interrotto la discesa, un buon segnale che potrebbe sottintendere una vicina inversione di tendenza, nonostante il clima di forte incertezza condizioni le scelte di acquisto di gioielli a livello internazionale”.
 
Gabriele Aprea, Presidente del Club degli Orafi Italia, commenta i dati rilevando che “gli indicatori economici mostrano chiaramente i limiti della filiera italiana del gioiello, ove la micro - dimensione delle imprese (circa 25.000 per un totale di 75mila addetti, con una media di appena 3 addetti per azienda risulta essere elemento di preoccupazione per il futuro delle stesse, specie in un contesto economico così incerto e volatile. Al tempo stesso, i dati confermano il valore del percorso di formazione imprenditoriale e manageriale intrapreso dal Club a sostegno delle piccole e medie imprese del gioiello. Vogliamo supportarle con ogni strumento utile e innovativo al fine di intraprendere percorsi di crescita sani e duraturi, volti ad acquisire le competenze idonee per farsi valere adeguatamente sul mercato globale”.